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venerdì 5 dicembre 2014

Scoperta una città a 15 m. sotto il mare Mediterraneo datata 7000 a.C.



da http://shardanaleo.blogspot.it/2013/10/atlantide-sprofondo-insieme-alla.html


mercoledì 3 dicembre 2014

MOBILE ISTORIATO, decorato con la nostra storia nascosta

di Leonardo Melis
da http://shardanaleo.blogspot.it/






Un mobile massiccio. Appartenuto a una famiglia nuorese secoli fa. Decorato con i simboli più incredibili della nostra STORIA NASCOSTA. Vi si notano, dall'alto in basso:
- Uno GNU con sopra il DAN.GIR, l'antico calendario a 8 punte studiato da Leonardo Melis, nato a NIPUR nel 3765 a.C.
- Un'ARKA con a fianco ANTAS (SARDAN) con la corona piumata
- Un NURAKE
- DUE GRIFONI del tipo ritrovati a NUMRUD in pietra  e a THARROS in ORO.
E tantissimi altri simboli  millenari incredibili.

 Questa immagine fu postata da un forumista anni fa  sul forum "Shardana i Popoli del Mare"


vedi anche http://www.shardana.org/

giovedì 5 settembre 2013

Festa Shardana 2013 - CONFERENZA di Leonardo Melis

Festa Shardana 2013
Leonardo Melis al Teatro A. Dei, accompagnato dalle note del BARDO A. SEKI all'arpa celtica e dalla pianista Miss Cloe. - Strumentazioni di Pino Piskedda e Franco Angius. Organizzazione Assoc. Janas e DanCro. Patrocinio Comune di Lanusei.





domenica 19 maggio 2013

Shardana i Popoli del Mare

da http://www.shardana.org di Leonardo Melis

 

I Popoli del Mare per gli Egizi venivano "dai Paesi stranieri, dalle Isole dell'Occidente", essi infatti li conoscevano già dall'invasione degli Hyxos, che sembra fossero proprio i Popoli del Mare. Ma nelle isole occidentali erano arrivati verso il 2.300 a.C. provenienti dall'Asia Minore. Il dio - eroe eponimo era Sandan (Sardan, Sardus) figlio di Eracle ed Eracle stesso, identificato anche con Marduk, Dioniso, Eshum,Visnù, Asclepio...ci piace pensare che il personaggio mitologico rappresentato nella statuetta ritrovata nel Santuario federale di Abini (Sardinia) sia proprio Sandan, egli infatti ha, come Marduk 4 occhi, ha 4 braccia come i Veda indù (ma anche come Apollo a Sparta), ha le antenne (o corna) come gli Dei mesopotamici.


A bordo di incredibili navi, che solo i Vichinghi (loro discendenti) riusciranno a imitare, essi scorrevano il Mediterraneo e si avventuravano nelle rotte oceaniche, arrivando a circumnavigare l'Africa per prelevare, dalle miniere di Simbabhwe, lo stagno necessario per la produzione del bronzo, di cui avevano il monopolio. Per impedire che altri li imitassero, posero le Colonne d'Eracle (o degli Eraclidi, così i Greci chiamavano i Shardana) a delimitare il Mondo. Omero descrive queste navi parlando dei Feaci: "esse non hanno bisogno di timone o timoniere, ma vanno col pensiero dell'uomo solcando il mare e l'abisso, avvolte in nebbia e vapore vanno sicure e indistruttibili conoscendo del mare ogni contrada". Perché non avessero bisogno di timone e timoniere è stato scoperto su una nave cartaginese da un noto archeologo italiano, che ha trovato una stele con raffigurata una trireme con uno strano attrezzo montato sul cassero, identico all'altrettanto strano pennone con tanto di anello rotante e "mezzaluna" della navicella sopra raffigurata... (Vedi pagina delle NAVI)

Bronzetto Sardo (1500 a.C. circa)  identico ai guerrieri rappresentati a Medinet Abu (sopra) e ai soldati della Guardia Reale nelle pareti del tempio di Abu Simbel (grafico, sotto....)
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1) arciere con armamento mesopotamico-  2) mercenario di stanza in Egitto (è raffigurato anche nel tempio di Medinet-abu) -  3) Shardana-Sandan-Marduk -  4) Mater Mediterranea (Mamai=Grande Madre) -  5) Capo militare o Judex, col caratteristico saluto con mano aperta, che Omero attribuì ai Feaci -  6) ancora Sandan - 7) arciere con armatura shardana.

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Cronologia:
2.450 a.C: Sargon di Akkad fonda la dinastia Sargonide (Sandanide... Sardanide?), è un "Salvato dalle acque", come Osiride, Viracocha, Mosè, Perseo, Romolo ecc.
2.300: Una terribile carestia costringe i Popoli dell'Asia Minore a migrare verso Occidente. Prime installazioni nel Libano-Palestina e nelle isole maggiori del Mediterraneo Occidentale.Periodo Biblico: "E Abramo uscì da UR dei CALDEI (Keltoi, Celti, Galli, Galati...?)"...
<<UR:    Le tre direzioni prese dalle Genti "Che uscirono da Ur dei Kaldei" e che diedero origine ai POPOLI DEL MARE. I cerchi in verde sono le sedi in cui lasciarono il "Marchio" del Labirinto.
2000: Keltoi sarà il nome che prenderanno i discendenti del gruppo che si dirigerà verso Nord, risalendo e colonizzando il DANubio. I Romani li chiameranno Galli
2000: Boristene (DNiepr)  e DviNa, ma anche Il TANai (DON) sono le vie che prese un altro gruppo che, sbucando nel Baltico dal golfo di Riga, colonizzeranno le Terre del Nord (Penisola ScanDINava, DANmark, Irlanda... i TUATHA DE DANA!)
1.800. Stonhenge, tempio megalitico, è costruito da popolazioni provenienti dall'Asia Minore(?)
 1.700: invasione dell'Egitto da parte degli Hiksos, distruzione della prima Civiltà Cretese, della Civiltà insediata a Minorca, distruzione di Troja IV. Periodo Biblico: Carestia, Giacobbe ed Ebrei in Egitto.




1.600: Hattusil fonda l'impero Ittita. Nascita di Micene (Akwasha, Achei).
1.568-1.520: Il faraone Amon-Mose (Amose) caccia gli Hyksos dall'Alto Egitto.
1.530-20: Tuthmosis I sconfigge il Mitanni e la Siria, dove militano contingenti Shardana.
1.500-1.400: le Baleari e la Corsica sono conquistate da Popolazioni provenienti dalla Sardegna: Minorca = Nure.
1.500-1.470. l'isola di Thera (Santorini) sparisce in seguito a un'eruzione vulcanica. Comincia la decadenza di Creta.
1.400: gli Akaiasa e i loro alleati distruggono Cretae l'impero minoico. Plutarco: "I Sardana (Shardana o Eraclidi) conquistano Lemno e Imbro, rapiscono le donne ateniesi e si stabiliscono a Creta". Simonide di Ceo: "durante il primo sbarco vengono catturati alcuni Sardi, che vengono condotti a morire fra le braccia arroventate della statua bronzea di Talo, i Sardi vanno incontro alla morte ridendo (Sardus gelo,riso sardonico)". 
 1.351: ambasciatori dei Popoli del Mare portano doni al faraone Amenophe IV (Akenaton) e alla regina Nefertiti, invitandoli a tornare al Culto dell'Unico Grande Dio (della Grande Madre). La nave degli ambasciatori proveniva da Simbabwe(?), è probabile che il relitto diULUBURUM (ULUBURUN) sia questa nave. A bordo sono state trovate armi shardana, lingotti oxide del tipo di Serra Ilixi (Isili-NU), avorio, ebano, denti di ippopotamo, una Tonnellata di STAGNO e... il sigillo di Nefertiti!

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1.294: battaglia di Qadesh: Ramses II si salva dall'attacco degli Ittiti con l'aiuto della guardia personale costituita da 520 mercenari Shardana(vedi guerrieri con scudo rotondo e elmo con le corna, i più vicini al trono di Ramessu). Altri Shardana combattono al fianco degli Ittiti stessi, Ramses li chiama Shardana del mare, dal cuore ribelle.1.290: un micidiale attacco è portato all'Egitto di Ramessu (Ramesse II) da parte dei Popoli del Mare, guidati dai Shardana. insieme ai
Shardana sono anche i loro amici fidati Pheleset. 
1.278: Esodo.  Un gruppo numeroso di perseguitati religiosi guidati da un principe egizio, forse seguace di Akenathon, lascia l'Egitto, con loro un contingente di mercenari Shardana (Sardana) di stanza nel Delta che farà da scorta nel lungo cammino. Mosè (Toth-Mose) li include nella tribù di Dan che, una volta arrivati nella Terra Promessa, "andrà ad abitare sulle navi" euna parte di essa scomparirà per sempre in modo misterioso. Insieme ai Shardana vengono arruolati anche i Tjeker o Teucri (Tribù di Aser e Issacar) che però si insedieranno in Palestina, dove fonderanno la città di DOR e  dove troveranno i loro alleati Pheleset(Filistei).
1.220: Meneptah deve affrontare una coalizione capeggiata dai re Libu, i cui alleati sono: Akayasa, Thursha, Shakalasa, Washasa e Shardana (Sardana, Denien, Danai).
bronzetti sardi raffiguranti un Pheleset e uno Shardana
Guerriero con elmo cornuto (Shardana) su stele ( Beth-Saida) segno della presenza shardana in Palestina e Kanaan

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1.200-1.180 :  l'invasione più grande e definitiva dei Popoli del Mare devasta tutto il territorio asiatico e il Mediterraneo Orientale. Agli altri gruppi già conosciuti si aggiungono Danuna e Sakssar provenienti dalle Isole del Nord (Irlanda, Norvegia, Danimarca e isole del Baltico). Ugarit e Corinto sono distrutte, l'Impero Ittita e quello Miceneocancellati, le città rase al suolo e gli abitanti passati a fil di spada. Una flotta capeggiata da Shardana e Akayasa si dirige verso il Delta con l'intento di annientare l'Egitto stesso. Ramses III riesce a fermarli grazie all'intervento dei mercenari Shardana di stanza in Egitto che tratteranno un accordo con i loro antichi fratelli. Ramses si vanterà poi di aver battuto per primo i più fantastici guerrieri del passato!
1.180: Akayasa (Achei), Sher-Dan, Danuna (Danai) e i loro alleati distruggono Troja VII. Personalmente non siamo concordi con questa data e preferiamo l'altra accettata da alcuni studiosi, precedente di circa 60-70 anni. Ciò concorda meglio con l'invasione del 1200, che tra l'altro distrusse Micenee le città Achee che avevano partecipato alla guerra di Troja.


1.050: i Pheleset  (Filistei) completano la colonizzazione del territorio che da loro prenderà il nome di Palestina. Periodo biblico: I Giudici.

1.000: fondazione di Sardi e ricostruzione delle cittàfenicie, i cui abitanti prenderanno il mare sulle antiche rotte dei Shardana. Periodo biblico: I Re.
945:Shesonkgenerale dei mercenari LIBU e SHARDANA, prende il potere in Egitto e fonda la XXII dinastia. Assale il regno di Juda e depreda i tesori del Tempio (anche l'Arca dell'Alleanza?).
900: I Lidi, governati dagli Eraclidi-Shardana (SARDANA), sbarcano nellaPenisola Italica e si uniscono agli Umbri, i loro capi sono designati fra i dignitari Sardi (Strabone). "Soliti sunt esse reges Etruscorum, qui Sardi appellantur" (Festo).
814: fondazione di Cartagine. Gli abitanti delle città del Libano, sotto la pressione degli Assiri, emigrano verso il Mediterraneo Occidentale. Ad esse si aggiunge la Tribù di DAN, che da questo momento sparirà del tutto.  Nello stesso periodo, secondo i Greci, i Feniciapprodano in Sardinia, la loro antica patria, che avevano lasciato nel 1200, durante l'invasione che li portò nelle coste dell'Asia Minore e in Egitto.
753: Roma è fondata da alcuni giovani pastori capeggiati da Romolo, Un "salvato dalle acque" Come Sargon e Mosè.  (Rom-Ulus in etrusco: "fondatore della città di...")
658: Gyge si impadronisce del potere inLydia, uccidendo Gandaule l'ultimo dei re Eraclidi (Erodoto).
616-509: Roma è governata da re Thursa (Etruschi), chiamati "Sardi".




540: Malco generale cartaginese sbarca in Sardegna con un esercito di 80.000 uomini e viene battuto da un esercito Sardo  (rappresentato nelle statue di MONTI PRAMA, scoperte nel 1974 e misteriosamente scomparse). Nello stesso periodo, nel Mare Sardo, avviene la battaglia navale di Aleria (Alalia) città focese di Corsica contro una flotta congiunta di 120 navi etrusche e cartaginesi. La così detta Storia ufficiale si riferisce a questo episodio per indicare la fine della preistoria sarda! 

530: Tartesso è distrutta dai Cartaginesi. Asdrubale e Amilcare, figli di Magone, sbarcano in Sardegnacon un potente esercito. Asdrubale muore in combattimento e i Cartaginesi sono respinti. (Giustino).
350: Saccheggio di Roma da parte dei Celti (Keltoi, Galli, Galati), la loro origine: l'alto DANubio(Erodoto).


 

   Spade Celtiche (Keltoi) da Campi di Urne (1350-1200 a.C.) sono identiche alle spade del Museo di Copenaghen (Tuatha de Dana) ealla spada Shardana del museo di Sassari... identiche in tutto... elsa, lama, fregi... come fatte in serie, dallo stesso stampo! (Alcune di queste foto ci sono state gentilmente inviate dall'amico Felice Vinci, autore di "Omero nel Baltico").

325: Alessandro Magno riceve a Babilonia un'ambasciata dei Sardi. E' un segno di unasovranità dei Sardi ancora esistente, nonostante la presenza di Cartagine nell'Isola.

215:  Le città Shardana, con a capo Kornus, il cuiJudice era Ampsicora, attaccano le legioni romane di stanza a Karalis. Ad esse si uniscono le tribùNuragiche, fra cui Ilienses e Balari, mentre iGallilenses (Marmilla e Trexenta) attaccano continuamente le legioni che osano avventurarsi all'interno... da cui un giorno usciranno i leggendari Judex....e la Storia continua..

da http://www.shardana.org di Leonardo Melis

giovedì 6 settembre 2012

Le rotte degli Shardana e gli studi sul sistema metrico dei protosardi

Pierluigi Montalbano HTTP://PIERLUIGIMONTALBANO.BLOGSPOT.COM
Silanus Santa Sabina


Tra i campi di indagine di Giovanni Ugas, docente di Preistoria e Protostoria all’Università di Cagliari, vanno segnalati, oltre agli originali elementi alfabetici nati nell’Isola dopo il periodo nuragico, i sistemi ponderali e metrico lineari in uso nella Sardegna dell’antichità, basati sulla ricorrenza del 5,5 (grammi e centimetri) come parametro ricorrente. Nel contributo che pubblichiamo il professore presenta una breve sintesi dell’articolo “I segni numerali e di scrittura in Sardegna tra l’età del Bronzo e il I Ferro” nel quale affronta la problematica dei codici numerali e di scrittura al tempo dei nuraghi. Questo studio uscirà dalle stampe nella collana di Studi Archeologici “Tharros felix” (V) curata da Raimondo Zucca e da altri docenti archeologi e storici dell’Antichità per conto della casa editrice Carocci di Roma.

Le rotte degli Shardana e gli studi sul sistema metrico dei protosardi
di Giovanni Ugas (Fonte: L'Unione Sarda)

È noto che per circa sette secoli, tra l’età del Bronzo medio e finale (all’incirca dal 1600 al 900. C.), le popolazioni sarde furono governate dai capi tribù che risiedevano nei nuraghi mentre il resto della popolazione dimorava nelle modeste abitazioni dei villaggi. Il commercio intertribale era aperto alle transazioni con regioni d’oltre mare e almeno dal XIV a.C. la Sardegna fu raggiunta da contenitori in ceramica dipinta, grandi lingotti ox-hide in rame, manufatti in avorio e vetro del bacino orientale del Mediterraneo, mentre i Sardi navigavano con le loro merci in Sicilia, Grecia e Creta. É chiaro che, allora, i Sardi frequentavano popolazioni che adoperavano la scrittura e non a caso in 8 lingotti in rame importati (forse tramite Creta) sono stati rilevati contrassegni di scrittura lineare egea. Tuttavia, a parte l’esiguo numero e l’origine incerta di questi marchi, non è attestata nell’isola alcuna iscrizione avente almeno due caratteri sillabici insieme e allo stato attuale delle ricerche non esistono ragioni valide per sostenere che nella Sardegna del Tardo Bronzo fosse stato adottato un sistema di scrittura lineare affine a quello egeo, né di altra natura. A partire dal IX a.C., abbattuti i nuraghi, le comunità dei villaggi compirono un passo fondamentale verso una società urbana, sostituendo le residenze dei capi tribali con organismi collegiali e costruendo maestosi edifici pubblici, in particolare sale del consiglio, palestre per i giovani, terme, templi destinati a divinità celesti e dell’acqua. Le condizioni economiche e sociali migliorarono e ben presto i villaggi santuariali accumularono notevoli ricchezze. Allora la Sardegna fu raggiunta da mercanti fenici (che in parte vi si stabilirono), greci ed etruschi, ma non di meno i Sardi lasciarono le tracce dei loro movimenti (ceramiche e artistici bronzi) in Etruria e altre regioni peninsulari, Creta, Africa del Nord e Penisola iberica, mentre qualche Nivola o Sciola protosardo scolpiva le grandiose statue di Mont’e Prama. Non c’è da stupirsi se in questo clima di benessere e di apertura culturale del I Ferro anche in Sardegna maturarono le condizioni per la nascita della scrittura. Oggi si può contare su un complesso di 32 manufatti del I Ferro (IX-VI a.C.), in particolare vasi, pesi da bilancia e lingotti provvisti di 55 segni di scrittura alfabetica. Spesso i grafemi si presentano isolati per registrare misure di peso o di capacità, ma talora possono aver segnalato la proprietà o la fabbrica. Le iscrizioni con due e più grafemi finora individuate sono appena sei, ma le stesse e i segni isolati consentono di definire un omogeneo e originale sistema di scrittura alfabetica connesso con un codice numerale. Le iscrizioni fanno pensare ad un fenomeno d’élite, ma l’articolata distribuzione dei segni in ambito regionale porta a ipotizzare un’ampia diffusione; d’altronde, a oggi, sono assai poco indagati i templi e le sepolture del I Ferro (in particolare del VII-VI a.C.) da cui attendiamo nuove iscrizioni.

Domusnovas


Allo stato attuale il sistema alfabetico sardo consta di 21 lettere: 16 consonanti, di cui alcune problematiche, e 5 vocali. Finora non risultano attestati i grafemi per i fonemi B, D, TH, N, e ciò può dipendere in parte dalla documentazione ancora carente. Non solo l’aspetto formale, ma anche l’orientamento progressivo dei grafemi (da sinistra a destra) e l’uso delle vocali inducono ad affermare, sorprendentemente, che il sistema alfabetico sardo si apparenta al modello di scrittura greco “rosso” occidentale piuttosto che a quello fenicio. Colpisce la vicinanza formale con i più precoci alfabeti della Beozia e dell’Eubea. Basti richiamare i grafemi della statuetta bronzea tebana dedicata da Mantiklos ad Apollo arciere e quelli dell’iscrizione greca su un vaso di Gabii (Osteria dell’Osa), la più antica in ambito etrusco-laziale. Questo legame tra la Sardegna e il mondo beota ed euboico è suggellato da una serie di elementi in comune: gli ornamenti geometrici delle ceramiche e l’importazione precoce di vasellame euboico; i templi in antis sul fronte e sul retro; la relazione etnica tra la Sardegna e la Beozia proposta nel mitico racconto su Iolao e i Tespiadi, che fa retrocedere nell’eroica età del Bronzo un rapporto certamente vissuto nell’età del Ferro. Contemporaneamente nel IX-VIII a.C. era diffuso nell’isola un articolato codice numerale che impiegava segni alfabetici e geometrici. In 25 manufatti, si riscontrano segni numerici elementari, anch’essi con direzione di lettura progressiva, consistenti in tacche e cerchielli (o puntini), che avevano la funzione di registrare le misure di peso, unità e multipli. In alcuni pesi da bilancia e lingotti in piombo la disposizione dei punti e dei cerchielli per segnalare le cifre 3, 4, 5 e 6, è quella tipica dei dadi e ciò porta a credere che fosse praticato tra le comunità sarde il gioco dei dadi. Più tardi, a partire forse dal VII a.C., i Sardi adottarono un nuovo codice numerale a base 5 e 10, strutturalmente simile al sistema di numerazione decimale degli Etruschi e dei Romani.

giovedì 7 giugno 2012