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venerdì 5 dicembre 2014

Scoperta una città a 15 m. sotto il mare Mediterraneo datata 7000 a.C.



da http://shardanaleo.blogspot.it/2013/10/atlantide-sprofondo-insieme-alla.html


mercoledì 3 dicembre 2014

MOBILE ISTORIATO, decorato con la nostra storia nascosta

di Leonardo Melis
da http://shardanaleo.blogspot.it/






Un mobile massiccio. Appartenuto a una famiglia nuorese secoli fa. Decorato con i simboli più incredibili della nostra STORIA NASCOSTA. Vi si notano, dall'alto in basso:
- Uno GNU con sopra il DAN.GIR, l'antico calendario a 8 punte studiato da Leonardo Melis, nato a NIPUR nel 3765 a.C.
- Un'ARKA con a fianco ANTAS (SARDAN) con la corona piumata
- Un NURAKE
- DUE GRIFONI del tipo ritrovati a NUMRUD in pietra  e a THARROS in ORO.
E tantissimi altri simboli  millenari incredibili.

 Questa immagine fu postata da un forumista anni fa  sul forum "Shardana i Popoli del Mare"


vedi anche http://www.shardana.org/

giovedì 5 settembre 2013

Festa Shardana 2013 - CONFERENZA di Leonardo Melis

Festa Shardana 2013
Leonardo Melis al Teatro A. Dei, accompagnato dalle note del BARDO A. SEKI all'arpa celtica e dalla pianista Miss Cloe. - Strumentazioni di Pino Piskedda e Franco Angius. Organizzazione Assoc. Janas e DanCro. Patrocinio Comune di Lanusei.





mercoledì 28 agosto 2013

L’IDENTITA’ DEI FENICI

immagine presa da www.lamiasardegna.it
Da shardanapopolidelmare.forumcommunity.net
 di Leonardo Melis.
L’IDENTITA’ DEI FENICI

L’identificazione di questa Cultura (di popolo non si può parlare, sarebbe come dire che gli Europei sono un popolo) da parte dei Greci, alla luce di nuove scoperte e di nuove acquisizioni storiche, risulta essere del tutto errata. I Greci identificarono i Fenici con quei marinai che essi videro scorrere per il Mediterraneo intorno al IX, VIII sec. a.C. E poiché la Cultura greca stava nascendo in quel periodo storico, anche i “Fenici” sarebbero nati nel IX sec. circa. Naturalmente ciò portava a datare in quel periodo stesso tutto ciò che i Greci attribuirono ai Fenici. Praticamente ogni cosa che greca non era. Le città del Mediterraneo, sempre secondo i Greci, nacquero in quel periodo: quelle iberiche, sarde, libiche...La porpora, le navi, le rotte... tutto nasceva improvvisamente nell’arco di poco più di un secolo. Assurdo! La storia non l’hanno scritta, purtroppo, i “Fenici”. La storia l’hanno scritta i Greci, dal loro punto di vista. I Greci uscivano allora da un Medioevo durato quattro secoli (dopo l’invasione dei Popoli del Mare) e tutto nasceva con loro, naturalmente. L’Invasione dei Popoli del Mare avvenuta alla fine del II millennio a.C. cancellò lo scenario storico e geografico allora esistente. Le città greche furono annientate (Atene fu stranamente risparmiata), Creta, Micene, Tirinto, Troja, Ugarit fecero la fine che sappiamo. Città incendiate e distrutte, gli abitanti passati a fil di spada o resi schiavi, i grandi imperi cancellati dalla Storia: Ittiti, Micenei... lo stesso Egitto perse la sua potenza e si salvò solo grazie alla mediazione dei mercenari Shardana al soldo del Faraone. Le città del Libano: Byblos, Tiro, Sidone... subirono stessa sorte e i popoli del Mare si insediarono nella terra di Canaan. Alcune citazioni dalla nuova pubblicazione di Leonardo Melis, “SHARDANA I PRINCIPI DI DAN”, ci chiariscono l’origine dei “Fenici” e conseguentemente delle “invenzioni” loro attribuite. Sir Leonard Woolley (Lo scopritore di Ur): “L’espansione marinara dei Fenici fu dovuta all’installazione degli Asiani nei territori della Fenicia stessa intorno al 1200 a.C., lo stesso periodo, quindi, dell’ultima invasione dei Popoli del Mare che ne avevano occupato i porti”. Abbiamo accennato all’opera di Gerard Herm (Die Poinizier) sui Fenici e riteniamo sia fondamentale nella loro identificazione. Vediamone insieme alcuni passi. - “I popoli del Mare furono quelli che trasformarono la costa Cananea in Fenicia” - “Dall’unione dei Popoli del Mare e i Cananei nacque la Nazione fenicia” - “Hiram (Hiram re di Tiro, n.d.A.) impiegò discendenti di quegli architetti che avevano un tempo edificato le regge micenee e i palazzi cretesi” - “Ebrei e Fenici erano popoli fratelli, entrambi provenivano dal Sinai” Tutto ciò significa che città come quelle iberiche e sarde non erano semplici “Punti d’attracco” per viaggi commerciali. Semplicemente erano città abitate già prima del 1200 a.C. e i Fenici non facevano altro che tornare nelle loro sedi del Mediterraneo Occidentale, quando i Greci li videro navigare verso Tharros, Tartesso, Lixius (In Africa), Karalis, Nora, Kornus, Bosa, Olbia, Nabui, Torres, Olbia, Alalia (Corsica)... Altro che “punti d’approdo” o scali commerciali, queste erano grandi e ricche città dei P.d.M. già dal “Bronzo Antico”! Del resto, la logica dice che sarebbero bastati Karalis e Solki a fare da “Punto d’Approdo”, mentre in Sardinia vi sono almeno 12 Grandi Città costiere “Fenicie”, con tanto di Porto, Saline e Lagune per l’Acquacoltura. Per quanto attiene le altre “invenzioni” sappiamo che alcune di esse esistevano già secoli prima del così detto “avvento” attribuito dai Greci. Vediamo: La Porpora: esisteva già ai tempi dell’Esodo. Ooliab di Dan era tintore di porpora e di scarlatto... La Vela: i Shardana usavano già la “Vela Moderna” triangolare nella battaglia del Delta (1180 a.C) L’Alfabeto: tracce dell’Alfabeto così detto “Fenicio” e della sua evoluzione le abbiamo già dal 2500 a.C. nel Sinai, e dal 1700 a.C. a Creta, in Iberia, in Francia (Glozel) e... in Sardinia. Così per altre invenzioni attribuite a epoche successive e ad altre Culture (bussola, sestante, rotte oceaniche, vite di bronzo, trapano...).

 Da: “Shardana i Principi di Dan”
 di Leonardo Melis.
 II edizione dal dicembre 2005
 Sito web http://www.shardana.org/

martedì 20 agosto 2013

I popoli del mare e la Bibbia


I popoli del mare e la Bibbia 
di Leonardo Melis 
da www.antikitera.net

 Che c’entrano i Popoli del Mare con la Bibbia? Sembra molto, molto più di quanto si possa immaginare, parlando di uomini che, per la loro cultura di guerrieri professionisti, erano lontani anni luce dagli Ebrei che invece praticavano la guerra solo per necessità di sopravvivenza. Da secoli molto si è scritto sulla Tribù scomparsa di Dan. Alcuni studiosi l’hanno collocata persino fra i Pellerossa d’America. Altri in Etiopia, in Egitto e via dicen- do. Secondo il racconto biblico Dan era uno dei figli di Giacobbe, che insieme al padre e gli altri fratelli si trasferì in Egitto su invito di Giuseppe diventato un alto dignitario alla corte del faraone. Figlio di Bilhah schiava di Rachele.
Tracce di DAN, Nave con Bussola identica alle navi shardana (da: The Names of God); una navicella sarda in bronzo con installata la bussola a bordo.

 Giacobbe diceva di lui “E’ forte come un leoncello, astuto come il serpente, pense- rà lui alla salvezza”. A quale salvezza allude-va Giacobbe? Forse che l’antico patriarca aveva già previsto i fatti dell’Esodo? Non alla salvezza spirituale comunque, poichè Dan e la sua discendenza erano poco inclini alla fede nel Dio di Israele tanto che, appena poterono, si diedero all’' idolatria”(almeno così gli Ebrei chiamavano qualsiasi culto che non fosse quello di Jawhè). Dan, quindi, avrebbe pensato alla salvezza intesa come difesa dai nemici terreni, in primis gli Egiziani. Mosè sistemava la tribù di Dan a settentrione (con Neftali e Aser), quando Israele si accampava nel Sinai. E quando il popolo riprendeva la marcia, Dan fungeva da retroguardia (Numeri X: 25); il motivo di tutto ciò era il pericolo che gli Egiziani attaccassero, cosa che potevano fare solo arrivando da Nord via terra, essendo il Sinai una penisola circondata per tre quarti dal Mar Rosso. Ma Mosè aveva affidato loro anche il compito di “polizia militare”. Non dimentichiamo che, secondo la Bibbia, egli astutamente chiese al Faraone il permesso di andare nel deserto a fare un Sacrificio a Jawhè con tutto il suo Popolo e il Faraone, che non si fidava per niente, mandò loro die- tro un contingente di soldati che li seguì per lungo tempo. Ma “Il Liberatore” non doveva essere stato sincero neanche con molti dei suoi seguaci. Essendo, infatti, gran parte dell’indisciplinata moltitudine poco convinta di questo girovagare nel deserto, alcuni gruppi potevano tentare il ritorno in Egitto e qualcuno ci provò, come Datan e Core. Per questo Dan aveva in retroguardia il compito di “raccogliere”(Numeri: X-25), raccogliere cosa? Probabilmente i disertori. E sappiamo che svolsero sempre con scrupolo il loro lavoro, come del resto avevano sempre fatto anche quando erano al soldo di Ramses e degli altri faraoni, ma anche degli Ittiti e degli Assiri. Un altro importante compito diede loro Mosè: la costruzione nientemeno che dell’Arca dell’Alleanza! Compito affidato a Ooliab figlio di Achisamach, geniale artigiano, che insieme a Bezaleel di Giuda era definito da Mosè “Ideatore di progetti (Esodo XXXV: 35) che inoltre intesseva la porpora viola, rossa scarlatto e ricamava in bisso... (Esodo XXXV: 30, 35 e XXXVIII: 38, 23). I Daniti conoscevano la porpora 3-4 secoli prima dell’avvento dei Fenici! Non è un caso neanche che insieme a Ooliab di Dan, Mosè chiamasse Beezaleel di Giuda. L’astuto Patriarca a quanto pare si fidava ciecamente di questi due gruppi, o tribù, più che degli stessi Leviti. Vediamo perché: Dan fungeva da retroguardia e si accampava sempre a Settentrione, con Dan c’era la tribù di Aser e quella diNephtali, mentre Giuda si accampava a Levante. Con Giuda erano le tribù di Zabulon e di Issacar. 
Tracce dell'Esodo nel deserto (Menorah e stella di David) a Nahal Avedat (da: The Names of God).

Abbiamo affermato che per la posizione geografica del Sinai, il pericolo di un attacco da parte degli uomini del Faraone, che avevano continuato l’'inseguimento anche dopo il passaggio del Mar Rosso, poteva venire via terra solo da Nord, mentre eventuali altri nemici si trovavano verso Levante, dove comunque Mosè voleva condurre la moltitudine che l’aveva seguito. Quindi: Giuda guidava e Dan proteg-geva. Ma c’è di più: secondo alcuni studiosi altre tribù d’Israele, oltre Dan, appartenevano ai Popoli del Mare: Issacar e Aser erano Tjeker(i Teucri di Omero), Zabulon era Danai (cioè Shardana) (NB: Sappiamo per certo che in Palestina s’insediarono al tempo dell’Esodo i Phelets-Filistei, i Danen-Danai e i Tjeker-Teucri). Non solo, la Bibbia racconta anche delle virtù straordinarie di queste tribù: oltre le doti militari di Dan, parla esplicitamente dell’abilità nel commercio di Zabulon e della straordinaria conoscenza delle Leggi di Issacar. Tornando a Mosè egli poteva disporre quindi di quattro gruppi di armati: in testa Zabulon e Issacar, in retroguardia Dan e Aser, altro che popolo di mattonai e artigiani! G iacobbe diceva di Dan: come il serpente lasceranno la traccia, lui e i suoi discendenti, dove passeranno. Le parole pronunciate dal Patriarca erano ancora una volta profetiche, infatti, i Daniti avevano l’abitudine di imporre il loro nome ai luoghi del loro passaggio. Il Libano, la Siria, la Palestina e altri luoghi lontani conservano ancora la radice dan, don, din, dun quando non addirittura l’intero nome di Sher-Dan (principi di Dan), come Sar- denay, Zardana (Sardone dei Crociati), Sardanas (antica città presso Tiro). Cominciarono appena arrivati nella Terra Promessa: la parte della tribù rimasta (spieghiamo in seguito dove era finita l’altra parte) “Ebbe difficoltà a conquistarsi(?) il territorio assegnato, quindi attaccò la terra di Leshem e vi si stabilì chiamandola Leshem-Dan” (Josh. 19:47). Perché la Bibbia parla di una parte della tribù di Dan? E perché Dan non riuscì a conquistarsi” la parte spettante? Le altre tribù la ebbero dai territori precedentemente conquistati da Israele. Nell'Apocalisse si legge:(VIII: 3) “Non fate male alla terra e al mare, sino a tanto che abbiamo segnati nella lo-ro fronte i servi del nostro Dio. E udii il nu- mero dei segnati, 144.000 da tutte le tribù dè figlioli d’Israele”. Continua elencando 12.000 servi per ogni tribù, comprendendo Manasse ed Ephraim, ma non menzionando affatto Dan. Perché? E ancora nel Libro dei Re (XI:29-32 e 35-36) Achia prese il suo mantello e lo divise in 12 pezzi, quindi disse a Geroboamo: prendine 10 pezzi. Ecco dice il Signore: lascerò il regno a Salomone, ma darò a te 10 tribù e a lui lascerò una tribù per amore di Davide mio servo.” La tribù rimasta a Salomone era quella di Giuda. Perché ancora una volta sono nominate 11 tribù, qual è quella mancante? Ancora la Bibbia (su 1 Cronache) elenca le genealogie di Giuda, Ruben, Gad, Manasse, Levi, quindi le tribù del Nord: Issacar, Beniamino, Neftali, Manasse, Efraim e Aser. In tutto sono dodici, ma Manasse è ci- I figli di Giacobbe erano dodici: - Da Lia nacquero: Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Issacar, Zabulon; - Da Rachele: Giuseppe e Beniamino; - Da Bilhah schiava di Rachele: Dan e Nephtali; - Da Zelpha, schiava di Lia: Gad e Aser. I n seguito per volere di Giacobbe furono in-clusi i figli di Giuseppe, (che quindi ebbe doppia porzione nella spartizione della terra Promessa). Escludendo quindi Giuseppe, il totale dà 13. 
 Altri graffiti del Negev riferiti all'Esodo (da: Names of the God) - Un mosaico con Bussola e Tanit - Sestante ritrovato a Cagliari e, sotto, la Bussola ricostruita da MARIO PINCHERLE e ripresa da Leonardo Melis nel suo libro su I POPOLI DEL MARE.

E’ però ancora più curioso no- tare che una volta partiti dall’Egitto, riferendosi a Manasse, la Bibbia parla sempre di mezza tribù, ma il termine non è mai riferito a Ephraim, mentre si parla di una parte della tribù di Dan. Di contro nel libro di Deborah (judici 5:17) si afferma che Dan andò ad abitare sulle navi. Dan (giudice,capo) era nato nel 1737 a.C., l’Esodo avvenne nel 1278 (ma qualcuno dice prima: 1587, noi teniamo per buono 1278, all’epoca di Ramses II). La tribù di Dan seguì Mosè con 62.700 uomini atti alla guerra, Ephraim con 40.500 e Manasse con 32.200. Un rapporto su Manasse di circa 2 a 1 e su Ephraim di circa 3 a 2. Considerando che la differenza di età fra loro era minima (Dan era più vecchio di Manasse di circa cinque anni e di Ephraim di tre anni) dobbiamo pensare che Dan e i suoi discendenti erano stati prolifici in modo superbo! Siamo portati quindi a pensare che alla tribù si sia aggiunto un altro contingente abbastanza numeroso di persone per gli scopi che abbiamo immaginato, cioè quei mercenari esperti nell'’arte della guerra che avrebbero dovuto scortare gli Ebrei nel loro viaggio avventuroso verso la Terra Promessa. Ciò spiegherebbe il fatto che la tribù di Dan non era molto incline a seguire la Religione di Mosè ma, appena pote- va, “ricadeva nell’idolatria”. Dal Libro dei Giudici: “La tribù di Dan non si era ancora stabilita, ma occupò Canaan. Mandarono 5 forti guerrieri a esplorare, lì trovarono un sacerdote levitico dei loro (di Israele, N.d.A.) a casa di un certo Milcah e gli chiesero come mai si trovasse da quelle parti, egli rispose che Mil- cah lo pagava per fare il sacerdote nella sua casa e per la sua gente. Essi gli chiesero se Dio era con loro, egli rispose che avevano la Sua benedizione. Proseguirono e trovarono una ricca città abitata da gente pacifica. Tornati dai loro, riferirono quanto visto e i figli di Dan si armarono in seicento e partirono. Giunti presso Cariath-jarim si fermarono e posero il campo e diedero a quel luogo il nome di campo di Dan. Poi proseguirono e giunsero alla casa di Milcah dove trovarono ancora il giovane levita. Alcuni di loro presero le statue, l’Ephod e gli idoli e con dolci parole chiesero al giovane di seguirli dicendogli che era meglio fare il sacerdote per un’intera tribù che per un uomo solo. Egli convinto li seguì, ma Milcah con la sua gente inseguirono i figli di Dan per farsi restituire gli idoli e il sacerdote. Ma i Principi di Dan dissero loro di non osare più proferir parole nei loro confronti, se non volevano avere contro uomini corrucciati e dediti alla guerra. Così proseguirono verso il paese di Lais che conquistarono distruggendo la città e passando a fil di spada gli abitanti. Da allora Lais si chiamò Città di Dan e Jonathan e la sua stirpe diven- nero i sacerdoti dei loro idoli.” (giudici XVIII (NdA: Jonathan era nipote di Mose). Anche questa parte di tribù rimasta, dunque, appena poté, si staccò dal resto di Israele e si die-de agli antichi culti “idolatri”. La vicinanza dei porti fenici li indusse a stringere alleanza con le popolazioni di Tiro e Sidone con le quali in seguito solcheranno il Mediterraneo, mischiandosi ai loro antichi fratelli allontanatisi dopo l’arrivo nella Terra Promessa. Ma dove potevano essere giunti i figli di Dan una volta allontanatisi dai loro fratelli di Israele? L'’abitudine di Dan a lasciare la traccia come il serpente, ci aiuterà non poco a ritrovarne il cammino percorso.

 Durante il regno di Ramses II l'’Egitto è al massimo del suo splendore, è uno dei grandi imperi dell’epoca insieme a quello Miceneo e a quello Ittita. Nei suoi confini abitano altri popoli e fra questi gli Habiru (Ebrei) che la Bibbia chiama Israele, alcune tribù di razza semitica arrivate in Egitto al seguito degli invasori Hiksos e per questo poco benvolute dagli Egiziani. Sono un popolo in prevalenza di artigiani, Ramses se ne serve per costruire la sua nuova capitale, Pi-Ramses. Essi fabbricano mattoni crudi e piastrelle di ceramica, non si occupano certo di arte militare, sono sottomessi e incapaci a ribellarsi. Finché tra loro arriva un “salvato dalle acque”,un messia: Mosè. Egli è un principe egiziano vicino alla famiglia reale, sicuramente un alto dignitario e probabilmente un generale a capo di uno dei tanti reparti di mercenari di stanza in Egitto, ricordiamo che il nome Mose era abbastanza comune in Egitto, il significato preciso è: fanciullo, di solito il termine Mose era accostato al nome di un Dio quando si trattava di fanciullo di nobili origini. Abbiamo quindi: Toth-Mose (Tuthmosis), Ra-Mose(Ramessu,Ramesse), Amon-Mose (Amose), cioè: il fanciullo di Toth, il fanciullo di Ra, il fanciullo di Amon, vale a dire: “il Dio Toth, Ra, Amon… ha dato un fanciullo”; un termine quindi che equivaleva a bambino, figlio. Il significato Biblico di “Salvato dalle acque” fu creato ad hoc per legittimare la grandezza di un condottiero di Popolo quale egli diventò e, per farlo, l’accostamento al più grande condottiero dell’Antichità, Sargon di Akkad, poteva avvenire solo paragonandone la nascita e l’ascesa al potere. Anche Sargon fu “salvato dalle acque” da un dignitario di corte di una città semitica di cui divenne re, muovendo poi alla conquista di un impero, il primo grande impero della storia. Mosè quindi, caduto in disgrazia probabilmente per aver ucciso un egiziano, o più probabilmente perché seguace di Athon, il Dio messo al bando dopo la morte di Amenophe IV, si mette a capo di queste tribù semitiche rese schiave in terra straniera e della minoranza religiosa cheseguiva ancora il Culto di Aton e li conduce fuori dall’Egitto. L’impresa non è facile, ma egli ha l’aiuto del Dio di Israele e anche, crediamo, molte conoscenze scientifiche alle quali era stato probabilmente iniziato per la Ramses li aveva avuti al fianco nella battaglia di Qadesh, forse proprio al comando di Mosè. Ma essi erano in Egitto già dai tempi di Amenophis III, se non addirittura dall’invasione degli Hiksos (che secondo alcuni studiosi facevano parte anch’essi dei Popoli del Mare). Il nome Sher-Dan (SRDN) significa principi di Dan. È una coincidenza strana che sua qualifica di principe. Cerca di convincere con l’astuzia il faraone a lasciar andare il suo nuovo popolo forse a offrire un sacrificio nel deserto, cosa che gli riesce con le buone o con le cattive. Caricati vecchi, donne e bambini sui carri, ordinate alla meglio le schiere dividendole per tribù secondo le origini, dopo aver debitamente depredato gli egiziani del l’oro e dell’argento e averne ricavato altro dalla vendita di case e terreni, essi si mettono in marcia. Ma come può un popolo di mattonai affrontare le popolazioni ostili che sicuramente incontreranno sul loro cammino? 


domenica 19 maggio 2013

Shardana i Popoli del Mare

da http://www.shardana.org di Leonardo Melis

 

I Popoli del Mare per gli Egizi venivano "dai Paesi stranieri, dalle Isole dell'Occidente", essi infatti li conoscevano già dall'invasione degli Hyxos, che sembra fossero proprio i Popoli del Mare. Ma nelle isole occidentali erano arrivati verso il 2.300 a.C. provenienti dall'Asia Minore. Il dio - eroe eponimo era Sandan (Sardan, Sardus) figlio di Eracle ed Eracle stesso, identificato anche con Marduk, Dioniso, Eshum,Visnù, Asclepio...ci piace pensare che il personaggio mitologico rappresentato nella statuetta ritrovata nel Santuario federale di Abini (Sardinia) sia proprio Sandan, egli infatti ha, come Marduk 4 occhi, ha 4 braccia come i Veda indù (ma anche come Apollo a Sparta), ha le antenne (o corna) come gli Dei mesopotamici.


A bordo di incredibili navi, che solo i Vichinghi (loro discendenti) riusciranno a imitare, essi scorrevano il Mediterraneo e si avventuravano nelle rotte oceaniche, arrivando a circumnavigare l'Africa per prelevare, dalle miniere di Simbabhwe, lo stagno necessario per la produzione del bronzo, di cui avevano il monopolio. Per impedire che altri li imitassero, posero le Colonne d'Eracle (o degli Eraclidi, così i Greci chiamavano i Shardana) a delimitare il Mondo. Omero descrive queste navi parlando dei Feaci: "esse non hanno bisogno di timone o timoniere, ma vanno col pensiero dell'uomo solcando il mare e l'abisso, avvolte in nebbia e vapore vanno sicure e indistruttibili conoscendo del mare ogni contrada". Perché non avessero bisogno di timone e timoniere è stato scoperto su una nave cartaginese da un noto archeologo italiano, che ha trovato una stele con raffigurata una trireme con uno strano attrezzo montato sul cassero, identico all'altrettanto strano pennone con tanto di anello rotante e "mezzaluna" della navicella sopra raffigurata... (Vedi pagina delle NAVI)

Bronzetto Sardo (1500 a.C. circa)  identico ai guerrieri rappresentati a Medinet Abu (sopra) e ai soldati della Guardia Reale nelle pareti del tempio di Abu Simbel (grafico, sotto....)
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1) arciere con armamento mesopotamico-  2) mercenario di stanza in Egitto (è raffigurato anche nel tempio di Medinet-abu) -  3) Shardana-Sandan-Marduk -  4) Mater Mediterranea (Mamai=Grande Madre) -  5) Capo militare o Judex, col caratteristico saluto con mano aperta, che Omero attribuì ai Feaci -  6) ancora Sandan - 7) arciere con armatura shardana.

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Cronologia:
2.450 a.C: Sargon di Akkad fonda la dinastia Sargonide (Sandanide... Sardanide?), è un "Salvato dalle acque", come Osiride, Viracocha, Mosè, Perseo, Romolo ecc.
2.300: Una terribile carestia costringe i Popoli dell'Asia Minore a migrare verso Occidente. Prime installazioni nel Libano-Palestina e nelle isole maggiori del Mediterraneo Occidentale.Periodo Biblico: "E Abramo uscì da UR dei CALDEI (Keltoi, Celti, Galli, Galati...?)"...
<<UR:    Le tre direzioni prese dalle Genti "Che uscirono da Ur dei Kaldei" e che diedero origine ai POPOLI DEL MARE. I cerchi in verde sono le sedi in cui lasciarono il "Marchio" del Labirinto.
2000: Keltoi sarà il nome che prenderanno i discendenti del gruppo che si dirigerà verso Nord, risalendo e colonizzando il DANubio. I Romani li chiameranno Galli
2000: Boristene (DNiepr)  e DviNa, ma anche Il TANai (DON) sono le vie che prese un altro gruppo che, sbucando nel Baltico dal golfo di Riga, colonizzeranno le Terre del Nord (Penisola ScanDINava, DANmark, Irlanda... i TUATHA DE DANA!)
1.800. Stonhenge, tempio megalitico, è costruito da popolazioni provenienti dall'Asia Minore(?)
 1.700: invasione dell'Egitto da parte degli Hiksos, distruzione della prima Civiltà Cretese, della Civiltà insediata a Minorca, distruzione di Troja IV. Periodo Biblico: Carestia, Giacobbe ed Ebrei in Egitto.




1.600: Hattusil fonda l'impero Ittita. Nascita di Micene (Akwasha, Achei).
1.568-1.520: Il faraone Amon-Mose (Amose) caccia gli Hyksos dall'Alto Egitto.
1.530-20: Tuthmosis I sconfigge il Mitanni e la Siria, dove militano contingenti Shardana.
1.500-1.400: le Baleari e la Corsica sono conquistate da Popolazioni provenienti dalla Sardegna: Minorca = Nure.
1.500-1.470. l'isola di Thera (Santorini) sparisce in seguito a un'eruzione vulcanica. Comincia la decadenza di Creta.
1.400: gli Akaiasa e i loro alleati distruggono Cretae l'impero minoico. Plutarco: "I Sardana (Shardana o Eraclidi) conquistano Lemno e Imbro, rapiscono le donne ateniesi e si stabiliscono a Creta". Simonide di Ceo: "durante il primo sbarco vengono catturati alcuni Sardi, che vengono condotti a morire fra le braccia arroventate della statua bronzea di Talo, i Sardi vanno incontro alla morte ridendo (Sardus gelo,riso sardonico)". 
 1.351: ambasciatori dei Popoli del Mare portano doni al faraone Amenophe IV (Akenaton) e alla regina Nefertiti, invitandoli a tornare al Culto dell'Unico Grande Dio (della Grande Madre). La nave degli ambasciatori proveniva da Simbabwe(?), è probabile che il relitto diULUBURUM (ULUBURUN) sia questa nave. A bordo sono state trovate armi shardana, lingotti oxide del tipo di Serra Ilixi (Isili-NU), avorio, ebano, denti di ippopotamo, una Tonnellata di STAGNO e... il sigillo di Nefertiti!

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1.294: battaglia di Qadesh: Ramses II si salva dall'attacco degli Ittiti con l'aiuto della guardia personale costituita da 520 mercenari Shardana(vedi guerrieri con scudo rotondo e elmo con le corna, i più vicini al trono di Ramessu). Altri Shardana combattono al fianco degli Ittiti stessi, Ramses li chiama Shardana del mare, dal cuore ribelle.1.290: un micidiale attacco è portato all'Egitto di Ramessu (Ramesse II) da parte dei Popoli del Mare, guidati dai Shardana. insieme ai
Shardana sono anche i loro amici fidati Pheleset. 
1.278: Esodo.  Un gruppo numeroso di perseguitati religiosi guidati da un principe egizio, forse seguace di Akenathon, lascia l'Egitto, con loro un contingente di mercenari Shardana (Sardana) di stanza nel Delta che farà da scorta nel lungo cammino. Mosè (Toth-Mose) li include nella tribù di Dan che, una volta arrivati nella Terra Promessa, "andrà ad abitare sulle navi" euna parte di essa scomparirà per sempre in modo misterioso. Insieme ai Shardana vengono arruolati anche i Tjeker o Teucri (Tribù di Aser e Issacar) che però si insedieranno in Palestina, dove fonderanno la città di DOR e  dove troveranno i loro alleati Pheleset(Filistei).
1.220: Meneptah deve affrontare una coalizione capeggiata dai re Libu, i cui alleati sono: Akayasa, Thursha, Shakalasa, Washasa e Shardana (Sardana, Denien, Danai).
bronzetti sardi raffiguranti un Pheleset e uno Shardana
Guerriero con elmo cornuto (Shardana) su stele ( Beth-Saida) segno della presenza shardana in Palestina e Kanaan

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1.200-1.180 :  l'invasione più grande e definitiva dei Popoli del Mare devasta tutto il territorio asiatico e il Mediterraneo Orientale. Agli altri gruppi già conosciuti si aggiungono Danuna e Sakssar provenienti dalle Isole del Nord (Irlanda, Norvegia, Danimarca e isole del Baltico). Ugarit e Corinto sono distrutte, l'Impero Ittita e quello Miceneocancellati, le città rase al suolo e gli abitanti passati a fil di spada. Una flotta capeggiata da Shardana e Akayasa si dirige verso il Delta con l'intento di annientare l'Egitto stesso. Ramses III riesce a fermarli grazie all'intervento dei mercenari Shardana di stanza in Egitto che tratteranno un accordo con i loro antichi fratelli. Ramses si vanterà poi di aver battuto per primo i più fantastici guerrieri del passato!
1.180: Akayasa (Achei), Sher-Dan, Danuna (Danai) e i loro alleati distruggono Troja VII. Personalmente non siamo concordi con questa data e preferiamo l'altra accettata da alcuni studiosi, precedente di circa 60-70 anni. Ciò concorda meglio con l'invasione del 1200, che tra l'altro distrusse Micenee le città Achee che avevano partecipato alla guerra di Troja.


1.050: i Pheleset  (Filistei) completano la colonizzazione del territorio che da loro prenderà il nome di Palestina. Periodo biblico: I Giudici.

1.000: fondazione di Sardi e ricostruzione delle cittàfenicie, i cui abitanti prenderanno il mare sulle antiche rotte dei Shardana. Periodo biblico: I Re.
945:Shesonkgenerale dei mercenari LIBU e SHARDANA, prende il potere in Egitto e fonda la XXII dinastia. Assale il regno di Juda e depreda i tesori del Tempio (anche l'Arca dell'Alleanza?).
900: I Lidi, governati dagli Eraclidi-Shardana (SARDANA), sbarcano nellaPenisola Italica e si uniscono agli Umbri, i loro capi sono designati fra i dignitari Sardi (Strabone). "Soliti sunt esse reges Etruscorum, qui Sardi appellantur" (Festo).
814: fondazione di Cartagine. Gli abitanti delle città del Libano, sotto la pressione degli Assiri, emigrano verso il Mediterraneo Occidentale. Ad esse si aggiunge la Tribù di DAN, che da questo momento sparirà del tutto.  Nello stesso periodo, secondo i Greci, i Feniciapprodano in Sardinia, la loro antica patria, che avevano lasciato nel 1200, durante l'invasione che li portò nelle coste dell'Asia Minore e in Egitto.
753: Roma è fondata da alcuni giovani pastori capeggiati da Romolo, Un "salvato dalle acque" Come Sargon e Mosè.  (Rom-Ulus in etrusco: "fondatore della città di...")
658: Gyge si impadronisce del potere inLydia, uccidendo Gandaule l'ultimo dei re Eraclidi (Erodoto).
616-509: Roma è governata da re Thursa (Etruschi), chiamati "Sardi".




540: Malco generale cartaginese sbarca in Sardegna con un esercito di 80.000 uomini e viene battuto da un esercito Sardo  (rappresentato nelle statue di MONTI PRAMA, scoperte nel 1974 e misteriosamente scomparse). Nello stesso periodo, nel Mare Sardo, avviene la battaglia navale di Aleria (Alalia) città focese di Corsica contro una flotta congiunta di 120 navi etrusche e cartaginesi. La così detta Storia ufficiale si riferisce a questo episodio per indicare la fine della preistoria sarda! 

530: Tartesso è distrutta dai Cartaginesi. Asdrubale e Amilcare, figli di Magone, sbarcano in Sardegnacon un potente esercito. Asdrubale muore in combattimento e i Cartaginesi sono respinti. (Giustino).
350: Saccheggio di Roma da parte dei Celti (Keltoi, Galli, Galati), la loro origine: l'alto DANubio(Erodoto).


 

   Spade Celtiche (Keltoi) da Campi di Urne (1350-1200 a.C.) sono identiche alle spade del Museo di Copenaghen (Tuatha de Dana) ealla spada Shardana del museo di Sassari... identiche in tutto... elsa, lama, fregi... come fatte in serie, dallo stesso stampo! (Alcune di queste foto ci sono state gentilmente inviate dall'amico Felice Vinci, autore di "Omero nel Baltico").

325: Alessandro Magno riceve a Babilonia un'ambasciata dei Sardi. E' un segno di unasovranità dei Sardi ancora esistente, nonostante la presenza di Cartagine nell'Isola.

215:  Le città Shardana, con a capo Kornus, il cuiJudice era Ampsicora, attaccano le legioni romane di stanza a Karalis. Ad esse si uniscono le tribùNuragiche, fra cui Ilienses e Balari, mentre iGallilenses (Marmilla e Trexenta) attaccano continuamente le legioni che osano avventurarsi all'interno... da cui un giorno usciranno i leggendari Judex....e la Storia continua..

da http://www.shardana.org di Leonardo Melis